Paolo Costa se ne deve andare: questo è il vero interesse pubblico!

Il Presidente dell’Autorità Portuale scrive alla Commissione VIA e ai Ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture che lo scavo del Contorta è di interesse pubblico e che è prioritario garantire la navigazione rispetto alla tutela dell’ambiente (Vitucci, La Nuova Venezia, 13 marzo 2013).

In realtà è di interesse pubblico che Paolo Costa lasci subito l’Autorità Portuale di Venezia.
A quasi 3/4 del secondo mandato, Paolo Costa è responsabile infatti della mancata pianificazione portuale di Venezia, ferma a un piano regolatore portuale vecchio di mezzo secolo; è responsabile di progetti faraonici (il porto merci offshore, il canale Contorta), costosi e ambientalmente devastanti, che lungi dall’essere realizzabili hanno di fatto bloccato altri investimenti più importanti e utili alla Città.
Per il porto commerciale non è stata sviluppata, come una buona gestione avrebbe richiesto, la logistica a Porto Marghera e lo sviluppo dei collegamenti ferroviari per le merci; la mancanza di apertura alla concorrenza ha pure disincentivato gli interventi dei terminalisti per modernizzare le infrastrutture di banchina.
Per il porto crociere i presidenti dell’Auorità Portuale e di Venezia Terminal Passseggeri hanno alimentato in questi anni una sterile polemica su una falsa contrapposizione tra ambiente e lavoro. L’Autorità Portuale in particolare ha eluso al suo ruolo principale di ente pianificatore e regolatore promuovendo solo una singola ipotesi progettuale, senza obiettivamente valutare le altre opzioni; ha palesemente, a più riprese, ignorato la volontà dei cittadini; ha prevaricato il ruolo politico di rappresentanza democratica proprio dell’Istituzione comunale. Infine, in nome di una presunta ragion pratica, ha sprezzantemente ignorato le procedure ordinarie tese a preservare la Laguna e la Città, offrendo così al mondo una immagine di Venezia violentata in nome di grandi interessi economici che neppure realmente corrispondono a quelli dell’economia locale.

Per l’evidente cattiva gestione e per il pericolo che il protrarsi del suo operato costituisce per il bene pubblico, chiediamo al Presidente del Consiglio di revocare immediatamente Paolo Costa dalla funzione di presidente dell’Autorità portuale.

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